I massimali assicurativi
Tra i massimali assicurativi possiamo riconoscere queste categorie:— tripartiti: sono composti da tre somme che indicano, rispettivamente, il limite massimo entro il quale la società è obbligata per ciascun sinistro, per ogni persona coinvolta nel sinistro, per ogni cosa coinvolta nel sinistro;
— unico: quando è indicato solo il limite complessivo per ogni sinistro.
I rischi, a loro volta, sono ripartiti in:
ordinari: comprendono quelle attività commerciali, industriali, artigianali per le quali è facile calcolare statisticamente l‘entità del pericolo e del possibile danno causato; utilizzano massimali tripartiti;
— specifici: relativi ad attività professionali od altre attività il cui rischio è più difficilmente quantificabile; in tal caso, il massimale è unico e vale, inoltre, per ciascun periodo di durata della polizza;
-altri rischi: in questo settore sono raggruppati tutti i rischi che presentino caratteristiche particolari (es.: rischi catastrofici), eterogenee e quindi non rapportabili ai massimali ordinari; l’assicurazione di tali rischi è rimessa alla direzione della società (c.d. rischio R.D., riservato alla direzione).
Nella R.C.O. il massimale è bipartito, è cioè formato da due somme che indicano rispettivamente, il limite entro il quale la società è obbligata per ciascun sinistro ed il limite relativo ad ogni persona coinvolta nel sinistro.
Se vi è pluralità di assicurati con un’unica polizza (es: ospedale e medico) il massimale testa unico, anche in caso di corresponsabilità di più assicurati tra loro.
Al fine di soddisfare l’assicurato che richiede una copertura assicurativa superiore al massimale indicato nella tariffa, occorre stipulare un’assicurazione di secondo rischio: occorre, cioè, stipulare una o più polizze per massimali previsti dalla tariffa i quali, combinati, diano la copertura voluta.
Nelle assicurazioni di secondo rischio il premio è maggiorato del 10%.
Nelle assicurazioni di secondo rischio il premio è maggiorato del 10%.
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